Rigenerare il gusto

Alla scoperta dei formaggi francesi e italiani attraverso degustazioni guidate presso la Formaggioteca Terroir & Campo Sasso.


In un mondo in cui il cibo viene sempre più consumato senza un contesto preciso, comprendere un formaggio è diventato quasi altrettanto importante quanto assaggiarlo.


Alla Formaggioteca Terroir di Firenze e a Campo Sasso, sulle colline del Chianti Classico, Pierre e Rebecca Gouttenoire hanno sviluppato un approccio diverso alla degustazione dei formaggi, un approccio che va oltre i sapori e gli aromi per riconnettere le persone con i paesaggi, le tradizioni, gli animali e le persone che si celano dietro ogni forma di formaggio.


Le loro degustazioni guidate invitano gli ospiti a esplorare alcuni dei formaggi più iconici di Francia e Italia, dai formaggi alpini e le specialità a crosta lavata al Pecorino, al Parmigiano Reggiano, ai formaggi erborinati e alle rare produzioni artigianali. Tuttavia, l'esperienza non è concepita come una semplice degustazione. È un viaggio educativo attraverso le grandi culture casearie europee.


Ogni formaggio diventa una storia.

I partecipanti scoprono come la geografia, il clima, la diversità dei pascoli, le razze animali e le tecniche tradizionali influenzino la consistenza e il sapore del formaggio. Apprendono perché un formaggio di montagna ha un sapore diverso da uno prodotto nei pascoli costieri, come i cambiamenti stagionali influenzino la composizione del latte e come la stagionatura trasformi il formaggio nel tempo.

Al centro di questa esperienza c'è la convinzione che il gusto sia inseparabile dal luogo.

Per Pierre, la cui famiglia ha profonde radici nella tradizione storica della stagionatura del formaggio di Roquefort, l'affinamento – l'arte di far maturare il formaggio – è un patrimonio culturale vivo. A Campo Sasso, i visitatori possono esplorare le cantine di stagionatura dove alcuni formaggi selezionati continuano il loro processo di maturazione, scoprendo come il tempo, l'umidità e un'attenta cura plasmino il prodotto finale.


Le degustazioni mettono in discussione anche molti preconcetti moderni sul cibo. Anziché incoraggiare gli ospiti a giudicare i formaggi secondo una semplice scala di preferenza, sono invitati a comprenderli. Un aroma intenso, una consistenza insolita o un sapore inaspettato non vengono presentati come difetti, ma come espressione di un particolare ambiente, tradizione o metodo di produzione.


Questo approccio crea ciò che Pierre e Rebecca descrivono come una rigenerazione del rapporto tra le persone e il cibo.

Nel corso dell'ultimo secolo, i sistemi alimentari industriali hanno allontanato i consumatori dai produttori, trasformando i prodotti in merci anonime. Attraverso la narrazione, la degustazione e l'esperienza sensoriale diretta, gli ospiti sono incoraggiati a ricostruire quel legame. Imparano non solo cosa stanno mangiando, ma anche chi lo ha prodotto, da dove proviene e perché ha quel sapore.


Il risultato è spesso trasformativo. I visitatori se ne vanno frequentemente con un nuovo apprezzamento per i prodotti artigianali e una comprensione più profonda del lavoro necessario per produrli. Iniziano a vedere il formaggio non come un semplice ingrediente, ma come l'espressione finale di sistemi agricoli, ecosistemi, maestria artigianale e identità culturale.


Questa filosofia rispecchia la visione più ampia condivisa da Formaggioteca Terroir, Campo Sasso e dall'ecosistema Jollie: preservare l'autenticità non collocandola in un museo, ma rendendola rilevante, accessibile e significativa per il pubblico contemporaneo.


In definitiva, queste degustazioni guidate riguardano molto più del semplice formaggio.

Si tratta di rallentare, prestare attenzione e riscoprire i legami invisibili che uniscono persone, terra, animali e cultura. In questo modo, offrono agli ospiti qualcosa di sempre più raro nel mondo di oggi: l'opportunità di comprendere il vero valore di ciò che hanno nel piatto.